Tina Anselmi - Tina Anselmi
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Tina Anselmi

Tina Anselmi è stata la prima donna ministro della Repubblica Italiana, un’icona di impegno civile e politico. In questa pagina ripercorreremo la sua straordinaria carriera, dalla partecipazione alla Resistenza alla sua leadership come Ministro del Lavoro e della Salute, fino alla presidenza della Commissione Parlamentare di inchiesta sulla Loggia massonica P2. Scopri la sua storia e il suo contributo alla lotta per i diritti delle donne e contro la corruzione.

TINA ANSELMI: LE DATE DI UNA VITA

25 marzo 1927. Nasce a Castelfranco Tina Anselmi, primogenita di Ferruccio Anselmi, aiuto farmacista e di Norma Ongarato che lavora nell’osteria della famiglia materna detta “dalle Bende” (dal cognome della nonna).

LA GIOVENTU’ E LA RESISTENZA

1943. Frequenta l’Istituto Magistrale femminile del Sacro Cuore di Bassano del Grappa. Il percorso da casa e scuola e ritorno lo fa in bicicletta. Conosce Domenico Sartor che il 20 luglio 1943 viene arrestato per attività cospirative contro il regime fascista.
Primavera 1944. E’ militante dell’Azione Cattolica di Castelfranco.
Agosto 1944. Entra a far parte, come staffetta, della Brigata partigiana Cesare Battisti. Nome di battaglia “Gabriella”.
26 settembre 1944. A Bassano del Grappa trentuno giovani, partigiani e non, vengono impiccati dai nazifascisti. Tutta la sua classe venne obbligata a recarsi sul luogo dell’impiccagione.
28 aprile 1945. Partecipa alla trattativa tra partigiani e tedeschi per il loro ritiro da Castelfranco. Il 4 maggio è in Piazza Giorgione per la cerimonia di consegna delle armi agli alleati.

NEL SINDACATO E NELLA POLITICA

Estate 1945. E’ già militante della Democrazia Cristiana e svolge attività sindacale nella Corrente Sindacale Cristiana della CGIL tra le operaie delle filande. 10 marzo 1946. E’ delegata al Terzo Congresso provinciale della Democrazia Cristiana. Ad aprile parteciperà al Congresso nazionale a Roma. 1-7 giugno 1947. E’ delegata al congresso della Cgil nazionale che si svolge a Firenze.  Settembre 1947. Viene eletta dal congresso della Dc di Treviso quale delegata al Congresso nazionale che si svolgerà a Napoli.  Primavera 1948. Campagna elettorale per le elezioni del 18 aprile. Fa il suo primo comizio politico a Castelfranco. Dal 1949 al 1955 è maestra elementare a Castello di Godego, Ramon di Loria e Villarazzo. Si conclude il suo impegno tra le lavoratrici tessili ed inizia quello nella scuola con il sindacato SINASCEL. 1949. Inizia il suo impegno politico tra le giovani del Movimento femminile della DC di Treviso. 18 dicembre 1950. Il sindacato SINASCEL di Treviso aderisce a grande maggioranza alla neonata Cisl. Tina Anselmi è una iscritta del sindacato di Pastore. Novembre 1951. Si laurea alla Cattolica con una tesi sul Giorgione dedicata al partigiano Primo Visentin “Masaccio”.  Aprile 1952. È delegata delle giovani trevisane al V Convegno del Movimento femminile della Dc a Sorrento. Lo sarà anche nel VI, due anni dopo.

ROMA

1956. Inizia la carriera romana di Tina Anselmi quando viene eletta membro aggiunto del Comitato Centrale del Movimento femminile della Dc. 1958. Viene eletta incaricata nazionale delle giovani del Movimento femminile, ruolo che le apre le porte del Consiglio Nazionale del partito. Si occupa soprattutto della formazione sociale e politica delle giovani. 1962. Interviene all’VIII Congresso Dc di Napoli e al Consiglio nazionale. Indica «uno dei punti di debolezza della democrazia italiana» nei «problemi del mondo femminile». È a favore dell’apertura a sinistra. Partecipa a Caracas al primo congresso mondiale dei giovani democristiani. È ricevuta da Kennedy alla Casa Bianca. 1964. Viene eletta vicedelegata nazionale delle donne democristiane, continua a seguire la formazione delle giovani «per garantire il loro inserimento nel partito». 1967, Fa parte del comitato di redazione di «Donna e società», dove pubblica una decina di articoli.

IN PARLAMENTO

19 maggio 1968. Viene eletta deputata nella circoscrizione Venezia-Treviso con 40.467 voti di preferenza. 1969. All’XI Congresso della Democrazia Cristiana aderisce alla corrente fondata da Aldo Moro. 30 dicembre 1971. Diventa legge, la 1204, la riforma della vecchia normativa sulla tutela della maternità di cui lei è relatrice. È il suo primo grande successo parlamentare. 1974. È sottosegretario di Stato al Lavoro e alla previdenza sociale nel V governo Rumor; sarà riconfermata nell’incarico nel IV e V governo Moro. 1975. Presiede la delegazione italiana alla Conferenza mondiale dell’Onu di Città del Messico che apre l’Anno internazionale della donna e il decennio dedicato alla questione femminile. Presiederà la delegazione italiana anche alla seconda conferenza di Copenaghen (1980) e alla terza di Nairobi (1985).

AL GOVERNO

1976. È la prima donna italiana ad assumere la carica di ministro: nel III governo Andreotti è Ministro del Lavoro e della previdenza sociale. 1977. È sua la legge 903 del 9 dicembre “Parità di trattamento salariale tra uomini e donne in materia di lavoro” che passa alla storia dell’emancipazione femminile italiana come Legge Anselmi. 1978. È ministro della Sanità nel IV e V governo Andreotti. Sottoscrive la legge che istituisce il Sistema sanitario nazionale, la legge che chiude i manicomi e la 194. 1981. Il presidente della Repubblica Sandro Pertini e la presidente della Camera Nilde Iotti le affidano la presidenza della Commissione d’inchiesta sulla loggia massonica Propaganda 2 di Licio Gelli. È la prima volta che una donna fa parte di una commissione d’inchiesta. È la prima volta che una donna la presiede. 1985. Al XVII congresso della Dc appoggia Ciriaco De Mita nel suo tentativo di riforma del partito. 1990. Viene istituita presso la Presidenza del Consiglio la Commissione per le Pari opportunità tra uomo e donna, presieduta dal Tina Anselmi fino al 1994.

TRA POLITICA E CULTURA

1992. Candidata nel collegio senatoriale di Conegliano-Oderzo viene sconfitta da un oscuro leghista. Termina la sua carriera parlamentare. Il gruppo de La Rete di Orlando la vota nelle elezioni presidenziali che vedono eletto Oscar Luigi Scalfaro. 1997. È membro della Commissione d’inchiesta sull’operato dei soldati italiani in Somalia. 1998. È presidente della Commissione che ha il compito di «ricostruire le vicende» che hanno portato all’acquisizione da parte dello Stato e di privati di beni appartenuti agli ebrei durante il fascismo. 2004. La facoltà di sociologia dell’Università di Trento le conferisce la laurea honoris causa. Nella sua lectio magistrali afferma che «la democrazia è dialogo, è accettazione dell’altro, è tolleranza, è rispetto». 1° novembre 2016, muore a Castelfranco dopo una lunga malattia.

Contatti

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associazione.tina.anselmi@gmail.com

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